Luigi Capuano per www.exibart.com

rassegna stampa
21 gennaio 2018

Completano la rassegna espositiva due dipinti ad olio che catturano immediatamente lo sguardo e ricordano l’accensione coloristica tutta orientale delle tele più note dove, a tratti, affiora la maniera sognante di Chagall; e  tre sculture, a documento di quello che diventerà nel corso del tempo – a partire soprattutto dagli anni ’60 – il mezzo espressivo prediletto dall’artista lituana tanto da farsi definire da Cesare Brandi “l’unica autentica scultrice italiana”. Figlia di un rabbino, radicata nella tradizione hassidica della propria terra, una tradizione che darà costantemente linfa alla sua vena creativa e una terra da cui – adolescente- fu costretta a fuggire per riparare a Londra e quindi a Roma dove divenne artista esordendo nel ’29 alla prima mostra del Sindacato laziale fascista degli artisti e dove, con fasi alterne, rimarrà per tutta la vita. Abbiamo chiesto a Giorgia Calò, curatrice della mostra, quale secondo lei, il contributo originale della Raphaël alla scuola romana (o scuola di Via Cavour) e più in generale all’arte italiana tra le due guerre. “In primis il suo sguardo cosmopolita. E’ riuscita ad unire diverse culture ed espressioni artistiche, antiche e contemporanee. Le sue origini ebraiche ad esempio si colgono costantemente nel suo lavoro. A volte palesate dal tema, quando tratta storie bibliche per esempio, altre volte la sua ebraicità si evince dallo stile, dai colori, dall’idea del non finito. Poi c’è la sua esperienza formativa, prima a Londra e poi a Parigi che le permette di entrare in contatto con gli artisti dell’epoca e di assorbirne il respiro dell’innovazione. Ed a Roma porta con sé questo grande bagaglio che diventa per certi aspetti costruttivo alla nascita della scuola Romana e che la rende uno degli artisti più visionari nel panorama italiano della prima metà XX secolo”. Un’artista insomma che affonda le proprie radici nell’humus di una tradizione millenaria sapientemente trasfigurata nel linguaggio universale dell’arte.
 
Luigi Capano
mostra visitata il 23 novembre
Articolo pubblicato il 20 gennaio 2018 su http://www.exibart.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *